Monday, June 25th, 2007...9:37 pm

Il Signor Giovanni

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L’editore, Bonquisti in persona, seduto dietro una
grande scrivania://Si accomodi, prego, signor?…//

// Giovanni!// Risponde il signor Giovanni.

E l’editore continua:
//La vedo un po’ sorpresa. Non si aspettava che
fosse io a riceverla, signor Giovanni ? //

// In verita`, un po’ sorpreso lo sono… Credevo
che lei fosse ?!…//

Intervenendo prontamente il Signor Bonquisti:
//Ritirato?… E` vero!… Vengo di tanto in tanto,
quando i miei figli si devono assentare entranbi
allo stesso tempo. Lei mi sembra sorpreso anche
per essere stato invitato di persona; Di questi
tempi che tutto si fa` in fretta e per mezzo dei
compiuter. Io ho capito che a lei non sarebbe
dispiaciuto venire di persona… Mi sbaglio? //

//Non si sbaglia, signor Bonquisti, a me
piace fare le cose alla maniera di “una volta”.//

//A me pure! Dunque, la nota della mia segretaria
spiega che lei sia interessato a pubblicare un libro
di poesie di un suo amico, come regalo per un
anniversario importante. L’idea mi sembra un po’
coraggiosa, perche` il suo amico Poeta non e`
molto conosciuto e cio` e` svantagioso per un
editoria come la nostra. Cio` nondimeno lei
persiste a voler regalare al suo amico una
pubblicazione di primordine.
Voglio aggiungere, che i miei figli stanno facendo
un seminario negli Stati Uniti…Uno di quei corsi
di aggiornamento per conoscere a fondo gusti e
tendenze del pubblico; cosi`diamo al pubblico quel
che il pubblico vuole. Molto facile! Non le pare?…
Purtroppo le devo dire che nei gusti del pubblico
di questi tempi la poesia non va` molto bene.
Mi sorprende il fatto che lei non si scomponga e
continua ad avere un’ espressione ottimistica.//

//E` vero, signor Bonquisti, io credo che dopo
aver letto questo manoscritto, lei pure avra` un
parere favorevole.//

//Signor Giovanni, io non leggero` il manoscritto,
perche` ho un idea migliore, penso che lei possa
parlare di quest’opera e spiegarla molto bene.//

Il signor Giovanni capisce di non poter rifiutare:
// In verita`, la parola non e` il mio forte, ma faro`
del mio meglio. Per rendere l’idea, devo un po’
parlare di quel periodo… Degli anni cinquanta, e
il tipo di vita che i giovani facevano in Provincia:
La Televisione era ai primi passi, al cinema si
poteva andare una o due volte la settimana, cosi`,
noi giovani, l’intrattenimento ce lo dovevamo
infentare. Eravamo una bella compagnia. Quasi
tutte le sere si andava in giro. Guardavamo le
ragazze e parlavamo tanto, e di tutto; soprattutto
di cultura. Arrotolavamo delle foglie, come dei
sigari e scrivevamo con queste nelle piastrelle dei
marciapiedi. Quando serviva qualche spiegazione,
non si esitava a domandare a qualche professore
che era di passaggio. Alcuni di noi hanno potuto
continuare a studiare di piu`, altri di meno, ma le
basi della nostra cultura e della nostra personalita`
ce li siamo fatti la`, con le foglie e le piastrelle
del marciapiede. La` esprimeva il meglio di se`
il nostro Poeta; a volte scriveva una intera poesia
sul marciapiede e restava la` finche` la pioggia
non la lavava via. Non voleva essere chiamato
Poeta, diceva che doveva scrivere solamente per
svuotarsi di qualcosa che gli ruggiva dentro.

Dopo tanti anni ho letto queste cose che allora
sembravano molto normali e li ho trovati cosi`
straordinari. Non riesco a capire come noi,
allora ragazzi potevamo fare dei raggionamenti
di tanto alto livello. Tutto cio` traspare in queste
poesie che lui scriveva solamente per alleggerirsi
di qualcosa che gli rodeva dentro.

A volte mi domando se si possa fare un paragone
con i grandi poeti per cercare di capire se queste
cose sono importanti. Allora concludo convinto che
lui: (il mio amico poeta), non avrebbe mai potuto
scrivere una cosa di Leopardi meglio di Leopardi;
e poi convinto penso che Leopardi non avrebbe
potuto scrivere meglio del mio amico le cose che
il mio amico ha scritto.
Ho trovato questa spiegazione e non mi sforzo piu`
di stabilire cosa e` importante e cosa non e`; Le cose
che vengono dal cuore sono sempre importanti ed i
paragoni non e` giusto farli.//

Ora, l’editore Bonquisti interviene:
//lei ha cominciato dicendo che la parola non e` il
suo forte, su` questo ho i miei dubbi, ma credo
d’aver capito cos’e` il suo forte: IL CUORE e` il
suo forte Signor Giovanni.
Lei mi ha dato l’idea di chi debba essere il critico
letterario che fara` al meglio la presentazione di
quest’opera; Io pubblichero` questo libro ad una
sola condizione: che lei stesso scriva la presenta-
zione. Sono convinto che nessuno possa farlo
meglio di lei. //

Molto sorpreso, il signor Giovanni:
//Io… proprio non saprei… cosa?!…//

// Tutto cio` che lei ha appena detto e` la perfetta
presentazione di quest’opera, Signor Giovanni.
I miei figli che arriveranno con nuove idee non
apprezzeranno questa mia decisione, ma io avevo
sempre in mente di pubblicare qualcosa: non per
aprire il portamonete della gente, ma per aprire il
cuore della gente. Lei oggi mi da` la possibilita`
di far cio`, grazie signor Giovanni!
Pubblicheremo le poesie del suo amico e lei fara`
l’introdutione di questo nuovo libro.//

Racconti brevi: (SP)

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