Saturday, May 5th, 2007...12:08 pm

erano poesie?

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Quand’ero ragazzino scrivevo delle posiette, molti credevano che io le copiassi da qualche parte. Allora frequentavo “l’azione cattolia”, la dirigeva il reverendo: Don Peppino Fazalari il cui volle mettermi alla prova chiedendomi di scrivere qualcosa. Scrissi una bella poesia: “Morale cattolica”, ebbi molto successo e resto` nel giornale murale per molto tempo. Ricordo solo degli sprazzi, perche` quel che scrivevo non lo tenevo in ordine in un quaderno, ma mi fidavo di tenere le cose nella memoria. Avrei potuto ricostruirla inventandomi certi passaggi che avevo dimenticato, ma non mi e` mai sembrato onesto far cio`. Fra le cose che ricordo c’e` questa frase:

“ Che copio da un libro crede molta gente,

hanno scoperto il gioco, copio da un libro

ch’e` nella mia mente.”

Il congiuntivo allora mi scappava piu` di adesso. Fra le molte cose che tenevo nella memoria, son riuscito a salvare alcune poesie. Devo dire che non sono mai stato un accanito “scrivitore di poesie”, a me piacevano di piu` i numeri che in base alla mia non perseveranza, non sono riuscito ad approfondire. Le poche poesie che ho salvato, non sono delle cose astratte, bensi`, risultati di esperienze vissute. Ogni volta che passavo un esperienza intensa, sentivo un accumolo di cose nel mio interno che dovevo estromettere scrivendo qualcosa che a volte sembrava una poesia.

salvatore prattico


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